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Spettacolo a Palombara Sabina 27 maggio 2019 Un grande duo per un grande concerto I fratelli Boidi hanno raccontato con suggestione e talento la musica classica, da Debussy fino a Ge Due fratelli un solo grande talento. Si chiamano Daniele e Luciano Boidi e vengono da Genova una città che ha la musica nel sangue. Loro però non suonano Gino Paoli ne musicano le ballate di De Andrè, raccontano con una successione armonica delle note, Debussy e Mozart, Liszt e Rachnainoff, decantano cioè i grandi compositori di sua maestà la musica classica. Ieri si sono esibiti, seguiti dal loro maestro Roberto Parrozzani, al pianoforte, all'interno della navata centrale della chiesa di Sant'Egidio a Palombara Sabina in un concerto che ha entusismato gli spettatori. Un'ora di grande musica in cui il talento si è esaltato, come nei principi sempre suggestivi della Rivoluzione francese, nella disciplina del talento e nell'esecuzione tecnica. Il professor Maurizio Angelozzi spiega cosa significhi suonare in duo per dei concertisti: "Dividere la tastiera e suonare in duo è musicalmente ed emotivamente difficilissimo. Si deve essere una sola cosa, si deve respirare assieme, sentire allo stesso modo. Il gioco musicale diventa raffinatissimo perché nell'emozione dell'uno confluiscono quelle dell'altro, perché le evoluzioni tecniche fantasmagoriche devono correlarsi alla perfezione ed intrecciarsi con la chirurgica sincronia di battiti di ciglia. Il concetto al quale abbiamo assistito in una piccola chiesa di un paesino della provincia romana in una uggiosa domenica di fine Maggio rappresenta un miracoloso intreccio di qualità, musicalità, maestria e sentimento sfoggiato dai due fratelli Boidie concesso ad un pubblico fortunato e stupefatto". Il pubblico, infatti, ha onorato il concerto con una partecipazione emotiva, un'attenzione grande ad ogni singola nota, una curiosità sempre viva figlia di un approccio aperto alla cultura che testimonia come il viaggio culturale intrapreso dall'Orchestra Savelli sia sulla giusta strada in termini di divulgazione e di discussione attorno all'universo della musica classica. Il formato di presentare i migliori giovani talenti allievi di docenti prestigiosi di vari conservatori italiani ha pagato e riscosso un notevole e importante successo. Il presidente Egidio Decino ha fatto il punto su questa prima parte della stagione concertistica: " E' stato un crescendo di qualità di esecuzione tra i vari talenti che si sono esibiti. Sorpresa grande il coinvolgimento che si è creato con il pubblico entusiasta e sempre più attento. Come diceva ieri il maestro Angelozzi, dobbiamo continuare su questa linea e portare quello che quest'anno è stato un festival nazionale di giovani talenti al grande salto di internazionalizzare il festival nel prossimo anno". L'Orchestra Savelli tornerà, con i suoi concerti aperti al talento e alla grande tecnica pianistica, a settembre, quando la grande musica e la cultura si riabbracceranno a Palombara Sabina.
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